Rise from black
Rise from black
Paola Vivenzio
“Rise from black“ è un progetto che esplora con sguardo intimo e profondo le conseguenze della depressione, una malattia invalidante, di cui si parla ancora troppo poco nonostante la sua diffusione.
Sono figlia di una madre depressa che si è ammalata quando avevo sei anni e durante la crescita ho acquisito una “depressione comportamentale”. Attraverso le immagini ho provato a raccontare i segni e le sensazioni di un dolore che non si vede, il buio, la luce e la solitudine, l’emarginazione, l’incomunicabilità di chi vive il peso della quotidianità. Gli autoritratti e i ritratti sono sospesi tra immaginazione e realtà formando degli spazi interiori fuori dal tempo. Come nei buchi neri anche nella depressione il tempo non esiste: un vortice di frammenti ruotano in un tempo immaginario.
Ricordo le urla da bambina, la disperazione, ricordo il buio e poi la luce, il male, la paura di dormire, di nuovo il buio, l’immobilità e ancora luce. Le fotografie sono diventate appunti di un viaggio nella mente utili al superamento.
Come un’ edema la depressione si espande, inarrestabile. I moti della mente descrivono un’onda dove luce e buio si rincorrono inseguendo un orizzonte vitale. Il mosso e lo sfocato che ho utilizzato sono rappresentazione di questo incedere precario e continuo, fatto di sbalzi di umore e di assenza di volontà. Non si riesce più a lavorare, a studiare, a mantenere relazioni sociali e affettive, a provare piacere e interesse verso la vita e le attività quotidiane. I segni di chi vive questa condizione non sono manifesti, sono sotto pelle: nell’insonnia, nella paralisi, nell’inattività quotidiana, nell’emarginazione, nella ricerca della solitudine per mancanza di comprensione del mondo esterno.
L’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) ”ha considerato la depressione come la principale causa di disabilità a livello mondiale e come uno dei principali fattori che contribuiscono al carico di malattia globale. In Italia, secondo i dati Istat, i casi di persone affette da depressione sono più di 3,5 milioni mentre 280 milioni nel mondo ma si stima che meno della metà dei casi venga diagnosticata e che solo un paziente su tre riceve cure adeguate.”
Un monologo interiore può diventare dialogo universale. La mia storia vuole diventare un’unione di coscienze frammentate femminili che mette in scena i sintomi del malessere del nostro tempo. La depressione femminile è urgenza ovunque . E negandola, emarginandola diventa difficile curarla.





















